• nene823

Canalizzazione di Aristofane

Canalizzazione effettuata da Tarika Di Maggio per AMA in novembre 2018


E’ passato molto tempo da quando non ho toccato la terra, molto molto tempo, certo è che la terra non mi è mancata perché l’ho vissuta con tutta l’intensità possibile, inimmaginabile, ho amato così tanto le sfumature dell’essere umano ho amato così tanto le caratteristiche che hanno i mondi varie persone da essere così completamente appagato nel rappresentarmi in così tante tipologie di uomini che sono riuscito ad includere tutta l’umanità nel gioco della mia arte, il gioco della mia arte continua ad essere per voi disponibile, il gioco della mia arte è un gioco antico è un gioco al quale voi avete dato potere nell’ultimo tempo ma che invece rappresentava la caratteristica del sacro perché un tempo rappresentare voleva dire mettersi in contatto col divino dare voce al divino dentro affinché potesse esprimere attraverso quasi una trans, che voi non riuscite più a realizzare perché la trans consapevole del mettere in scena, la possibilità di manifestare le voci, che sono dentro di voi e che parlano attraverso la finzione consapevole,

sono qui per dirvi che in certi tempi è meglio decidere di rappresentare che di essere rappresentati, è ancora meglio scegliere il personaggio adatto al ruolo invece che ritrovarsi pedine di un piano più grande, si stanno compiendo giochi ben ampi e molto è strutturato sopra di voi, ci sono mani che tirano i fili, ci sono menti che studiano i piani, ci sono molte strutturazioni e rappresentazioni che muovono l’umanità secondo, schemi, copioni, sceneggiature prestabilite, ma voi siete qualcosa di speciale perché al di la del ruolo dove vi mettete o venite messi avete sempre la variante e la variante è la possibilità di esprimere il vostro ingegno attraverso il guizzo del cuore, la vostra creatività che esce fuori dalle righe, la vostra capacità di sorridere all’ignoto, la possibilità che avete di saltare da una parte all’altra con irriverenza, siate leggeri in questo momento, siate soavi, siate irriverenti, siate giocosi, perché ciò che è importante è non prendere seriamente le parti in un gioco, al quale non avete scelto di aderire,

sono felice di parlarvi, sono felice di raccontarvi come questa antica rappresentazione continua a svolgersi, noi che facevamo commedia sapevamo bene che cosa voleva dire mettere in scena e mettevamo in scena per i potenti e mettevamo in scena per gli umili mettevamo in scena perché attraverso la magia di quel momento potevamo indurre molti, a trovare evoluzione, risoluzione, connessioni, attraverso ciò che veniva manifestato dall’alto della rappresentazione.

Fate della vostra vita una sublime rappresentazione nel personaggio che avete scelto di interpretare, non lasciate niente di incompiuto che sia il vostro debutto, che sia il vostro epilogo, ricordatevi di calcare questa scena che è la vita dal primo attimo all’ultimo attimo, con grande presenza con grande consapevolezza, con grande sorriso, con una grande carica, spremete ogni attimo di quello che questa vita vi porta a manifestare, su questo palcoscenico che si chiama terra, consapevole di interagire con gli altri e consapevole che ciò che rappresentate con gli altri può essere di grande impatto, anche voi in questo gruppo del quale non siete per niente consapevoli state rappresentando qualcosa di molto più importante di quello che credete e quello che state rappresentando è un metodo di risonanza molto chiaro e molto potente è tempo di manifestare senza vergogna, senza falsa umiltà, senza rivestire panni che non ci appartengono, quello che siamo, il mondo ama le rappresentazioni, il mondo ama che le persone manifestino se stesse.

Non so più come dirvelo, quello che voglio proprio oggi portarvi è questo tipo di messaggio, non c’è finzione, non c’è ipocrisia, anzi completamente il contrario, quando vi rendete conto di ciò che siete e di ciò potete esprimere nella libertà di ciò che siete, nell’irriverenza di ciò che siete, ma quando pensate che ciò che siete è un personaggio prestabilito e qualcosa che ha una forma che deve avere delle intenzioni particolari, degli abiti dei movimenti e può solo far parte di alcuni abiti invece che di altri, allora si che quello che vivete diventa finzione, farsa, rappresentazione, non so se comprendete ciò che vi sto dicendo ve lo dico con cuore carico di entusiasmo come quello che mi ha portato in vita a passare da un opera all’altra da un opera all’altra ho raccolto tante persone intorno a me ho raccolto tanti colleghi intorno a me era bello ritrovarsi e quando ci ritrovavamo per creare un opera che fosse commedia o tragedia non era importante, sapevamo che l’opera poteva nascere solo dall’arte del ben pensare e dal ben pensare poteva giungere la capacità del ben comunicare e questa è un arte che vi invito ancora a portare avanti e questa è la parola che è corsa nella terra distribuendo un pensiero che voleva dire qualcosa di importante ma che si è ridotto ad una sterile ripetizione di nozioni fine a se stessa il pensiero filosofico, ecco vi porto questa antica disciplina unita all’arte della rappresentazione unita al sacro che manifesta unita al fatto che siamo tutti uniti in questa grande rappresentazione che è l’atto della vita continua, si chiude un atto se ne apre un altro così è, mi sono incarnata più volte in queste sembianze di Maestro di Opere rappresentante non solo in una vita il mio nome è rientrato in più vite e ho sempre scelto la stessa arte perché sentivo che mi permetteva sempre di più di aiutare gli uomini e di amarli nelle loro bellezze e nelle loro brutture, perché al momento che le brutture vengono manifestate diventano grottesche o diventano semplicemente quello che sono e quindi liberate catarticamente liberate.


Io mi chiamo M., grazie! Quello che chiedo io è: quando il copione non ti piace?

Perché hai accettato di fare quel personaggio?

Forse seguo il copione? non lo so

No il copione lo segui quando accetti di diventare quel personaggio altrimenti non vieni preso per quel copione sei te che scegli di essere il personaggio

D’accordo grazie.

C’era un contratto si firmava.

Ma io sono entusiasta che sia arrivato un artista di questo calibro fra noi, anche perché domande sull’arte mi piacerebbe fartele: l’arte che sta sulla terra e l’arte che sta fuori è un respiro oltre la terra l’arte?

A me ha continuato a suscitare una grande amore per le meccaniche dell’umanità le dinamiche dell’umanità in tutti i loro stati d’animo espressioni movimenti facce gesti, che si manifestavano attraverso i loro corpi quanto divino ho visto quanta percezione di ascendere a stati più alti, l’arte che viviamo nel al di qua è armonia una sincronicità armonica di manifestazioni bellissime, per cui c’è sempre movimento c’è sempre espressione di singole parti, ma queste singole parti non si esprimono isolate si esprimono all’unisono creando armonia.

Cercavi di rappresentare sulla terra quello che hai visto fuori?

No, quando ero sulla terra osservavo gli uomini per giungere al divino.

Ti sei divertito molto quando sei venuto?

Tantissimo, c’era così tanto da osservare e da esprimere, non c’era era una scoperta continua giorno dopo giorno.

Quindi anche le brutture dei mondi e delle realtà che vivevi, non erano così brutte si riusciva a sopravvivere?

Io ero molto felice e anche quando vedevo le brutture nel momento le che brutture andavano in scena non erano più reali, capivo che facevano parte del gioco della rappresentazione sulla terra e non mi affliggevo più.

Grazie infinite lo sai che ti sono vicina in questi pensieri.

Io non ho una domanda precisa o forse ne ho tante e non so da dove cominciare ma fin dall’inizio ho sentito questo cuore aprirsi e ho sentito questo entusiasmo questo sorriso fra le labbra quindi ti ringrazio per quello perché mi hai fatto riavere gioia e sentire soprattutto la voglia di creare. Ti ringrazio per questo perché in effetti è nel creare che questo mondo secondo me può raggiungere il divino può innalzarsi quindi eternamente grata per questo momento, forse arrivi in un momento a livello personale molto difficile quindi sei cascato perfettamente ti ringrazio con un sorriso.

Vivete in una quinta scenica fantastica non pensate?

Forse ci sono troppi attori?

E’ sempre stato così.

O meglio troppi attori che vogliono fare i protagonisti.

Più che altro, attori che osservano più il lavoro degli altri e meno il proprio.

Sai dipende da chi dirige, da chi si serve e da cosa si vuol rappresentare.