• nene823

Canalizzazione di Alfeo Brandimarte

Canalizzazione effettuata da Tarika di Maggio per A.M.A.


Ben incontrati. Non sono un politico come dite voi, diciamo che non sono nemmeno un rivoluzionario ma, qualcuno che ha parlato a voce alta e non ha avuto paura di parlare a voce alta. Perché, quando la situazione si fa drammatica, non bisogna soccombere, non bisogna annullarsi, ma è il momento di intonare un canto che sia una voce ancora più alta e che possa essere un canto di libertà. Di Libertà dall’ignoranza, di libertà dalla paura, di libertà dall’iganno e dalla menzogna, di libertà dalla violenza promessa e realizzata. Un canto che vada più alto e che porti il sorriso sulle labbra e cha sappia interpretare non una bandiera, ma un sentimento profondo, il sentimento che nel cuore dice che ogni uomo ha il diritto di essere libero, di essere rispettato, di essere onorato. In questo io ho speso la mia vita. Non ricordo la sofferenza, non ricordo le umiliazioni, non ricordo la violenza, ricordo la gioia trionfante, gli occhi lucidi quando nelle piccole battaglie e grandi battaglie, per la mano, abbracciati, insieme, uniti, la sera stanchi intorno a un tavolo, con un fiasco di vino, sapevamo che avevamo condiviso finalmente qualcosa di autentico. In questo momento al mondo manca di unirsi per le mani: non siete uniti, non siete attivi, non parlate a voce alta, vi lamentate, state rinchiusi, soccombete. E’ tempo invece di sorridere e di uscire. Noi avevamo fazzoletti al collo o divise quando era necessario, in altri momenti invece avevamo fiori fra i capelli, ma in tutto questo a testa alta, con intelligenza, incontro a chi voleva ascoltarci. E’ tempo di parlare amici miei, tempo di parlare. Non temete di parlare, non temete. Non esiste nessun sistema politico, nessun ordine mondiale, nessuna cospirazione in corso, non credete a queste ignoranze: queste sono le nuove superstizioni del millennio, vi stanno imbottendo la testa di cose che…. sono sempre sotto la stessa forma. Io non ero religioso, non ero spirituale, ma avevo la Fede nel cuore, ed era la Fede per gli Uomini, per il Bene degli Uomini e questa oggi vi ricordo è l’unica Fede che va seguita, non esiste altra Fede che non (sia) volere il Bene dell’umanità. E lottare per quello, perché non si può farlo stando seduti o parlando così, ogni tanto. Bisogna esporlo. La lotta non è violenza, la lotta è: parola, è verità è opporsi, è dire. Ecco, io vi porto questo messaggio e vi porto il profumo dei monti che mi hanno ospitato quando sono dovuto fuggire e vi porto la generosità delle persone che mi hanno accolto e vi porto la sofferenza del freddo e del dormire all’addiaccio, ma la sofferenza che profumava di bosco, che profumava di stelle sopra il cielo. Avrei più gradito stare con gli uomini, ma gli uomini non sono razza buona, gli animali sono razze buone, non gli uomini e quindi spesso mi sono unito e separato, unito e separato. Ho molto viaggiato, non ho cercato la morte nemmeno quando mi ha raggiunto, ma quando sono andato di là, ho continuato a pensare che l’unica cosa che mi mancava era il sorriso della gente insieme, in buona compagnia, convinta e sicura di cambiare il mondo. Questo mi mancava. Io oggi, a voi, riporto questo messaggio.

Alfeo Maria Brandimarte (Loreto, 31 gennaio 1906 – Roma, 4 giugno 1944) è stato un militare e ingegnere italiano che prestò servizio con il grado di capitano e poi di maggiore nella Regia Marina durante la seconda guerra mondiale e che partecipò alla resistenza.

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