• nene823

La tolleranza alla frustrazione


Quando non si lavora sulle strategie per sviluppare la tolleranza alla frustrazione, è possibile cadere in situazioni dannose.

La frustrazione è un’emozione nota a tutti. Sebbene non sia una sensazione piacevole, è inevitabile ed è importante imparare a gestirla. Quando non si lavora sulle strategie per sviluppare la tolleranza alla frustrazione, è possibile cadere in situazioni dannose.

Per esempio, c’è chi tende a essere triste perché non sa come affrontare questa emozione. Allo stesso modo, altri trovano una via d’uscita nella rabbia, facendo scenate di cui poi si pentono.

Tuttavia, sviluppare la tolleranza alla frustrazione è possibile se è davvero un obiettivo su cui siamo disposti a investire le nostre risorse. È possibile adottare alcune strategie nella vita quotidiana utili a migliorare in questo senso.


Definizione della frustrazione

Il cervello umano assimila le informazioni che provengono dal sistema nervoso in diversi schemi, cercando in ogni momento l’adattamento all’ambiente. La conseguenza è quel processo che chiamiamo apprendimento, che permette lo sviluppo di comportamenti in modo che l’individuo si adatti all’ambiente.

In questo modo si può affermare che le aspettative sono un pilastro del nostro funzionamento mentale. I modelli con cui il cervello è abituato a lavorare associano le aspettative alle possibili conseguenze – di regola, classificandole in uno spazio multidimensionale (desiderabilità, probabilità, costi-benefici).

Per illustrare ciò, possiamo ricorrere all’immagine del bambino che accetta di mangiare le verdure perché poi lo aspetta un delizioso dessert.

Ma cosa succede se il dessert non gli viene dato? Fa capolino la frustrazione. Secondo Ruett e Justel (2010), l’ amigdala, il talamo e il nucleo pontino partecipano a questa emozione. È la risposta che si verifica prima della diminuzione o dell’eliminazione di una ricompensa attesa.

Come sviluppare la tolleranza alla frustrazione?

Sviluppare la tolleranza alla frustrazione è possibile durante le esperienze dell’infanzia. Crescendo, il bambino scopre che non è sempre possibile ottenere quello che desidera. Possono tuttavia presentarsi diverse circostanze che ostacolano questo apprendimento e creano problemi in età adulta.

Uno studio sviluppato dall’American Psychological Association (APA) ha valutato le conseguenze dell’iperprotezione nei confronti del minore. I risultati hanno mostrato che i bambini iperprotetti godevano di minore gestione emotiva e scarsa tolleranza alla frustrazione.

Non importa qual è la causa dell’incapacità di gestire questa sensazione, è essenziale lavorare sulla costruzione di risorse personali che possano aiutarci in tal senso. In caso contrario, diventeremo adulti soggetti alla nostra stessa frustrazione, pieni di una tristezza che ci allontana dagli altri o di una rabbia che fa male.


Tecniche per sviluppare la tolleranza alla frustrazione

Al fine di sviluppare tolleranza alla frustrazione, la prima cosa da sapere è che non è un lavoro facile. Le difficoltà nel regolare le emozioni derivano da schemi appresi e rafforzati nel corso degli anni. Non bisogna aspettarsi, dunque, risultati immediati, ma con costanza e impegno è possibile migliorare.

1. Imparare a riconoscere la frustrazione

Il primo passo per controllare una risposta emotiva è riconoscerla. Se so prova a ignorare o a scappare dalla sensazione, non sarà possibile elaborarla e influenzerà in seguito. Quando proviamo frustrazione, dunque, dobbiamo prenderci un momento per osservare e capire come ci sentiamo.

Non è negativo provare frustrazione quando qualcosa non va come previsto. Il problema nasce quando il sentimento acquisisce un’intensità sproporzionata e dirige le azioni degli individui.

2. Esprimere le proprie emozioni

La frustrazione è spesso accompagnata da altre emozioni come tristezza, rabbia, delusione, sorpresa, tra le altre. Anche tutti questi sentimenti sono validi, bisogna accettarli e creare uno spazio per esprimerli in modo appropriato.


Nel suo lavoro su Emotion Focused Therapy (TFE), Leslie Greenberg sottolinea che è essenziale per il benessere. Secondo questo studioso, si tratta dell’unico modo in cui le emozioni “negative” vengono elaborate e cessano di avere effetti.

3. Accettare la frustrazione come parte della vita

Il terzo passo nello sviluppo della tolleranza alla frustrazione è accettarla come parte della vita. Non sempre sarà possibile ottenere i risultati attesi e ciò non determina il valore personale.

Dopotutto, non esiste un modo per raggiungere un obiettivo, piuttosto si tratta di perseveranza e perseveranza.

4. Creare un mantra positivo o auto-verbalizzazione

Per quanto possa sembrare semplice, usare una frase come “mantra” è utile per ridurre i pensieri negativi. Sulla stessa falsariga, provate a trovare frasi che vi hanno aiutato in situazioni difficili.

Una volta identificati, annotateli su un elenco e ripeteteli quando provate frustrazione. In questo modo sarà molto più facile gestire gli effetti negativi di quell’emozione.


5. Definire i propri limiti per sviluppare la tolleranza alla frustrazione

Tutti abbiamo capacità e limiti. Conoscere i nostri limiti produce risultati migliori. Allo stesso tempo, ci allontana da quella gestione emotiva della frustrazione che logora sempre.

Questo non vuol dire che dovremmo accontentarci dell’opzione meno ambiziosa. Dobbiamo solo tenere in considerazione i nostri limiti, il nostro sviluppo personale e le possibili aree di espansione o crescita.


6. Iniziare un percorso di psicoterapia

Parte dell’essere umano è accettare che nessuno è perfetto e che tutti hanno problemi che li riguardano. Ciò non significa che siano meno preziosi ed è sempre possibile trovare un modo per lavorare sui loro conflitti. Pertanto, la psicoterapia è un’ottima alternativa per studiare queste difficoltà e affrontarle.


Conclusioni

Non dimenticate che il passo più importante per il cambiamento è accettare il problema. Una volta individuato, diventa più semplice trovare un modo per cambiare le circostanze.