Onorare gli Antenati
- nene823
- 6 ore fa
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Quanto dei nostri Antenati c'è in noi!
Passano i loro doni, i talenti, l’esperienza, la saggezza, passa tutto quello di cui hanno fatto tesoro.
Una trasmissione d’amore, di memoria e anche di ereditarietà dell’anima che arriva fino a noi con tutto il suo amore.
L’importante è sentire questo amore e questa forza dietro di noi, sentire che siamo sempre sostenuti e che la vita proprio ci ha portato avanti attraverso tutti i nostri antenati.
Noi a volte ci focalizziamo sulla personalità, sui destini difficili dei nostri familiari, sui dolori di certe risonanze. Invece nel guardare indietro agli antenati e nel riconnettersi a loro, arriva solo amore.
Riprendiamo il culto degli antenati portandoli tutti dentro di noi, includendo anche quelli che hanno avuto vite difficili, che magari non hanno compiuto belle cose, perché così è andata, è la loro storia.
La storia a volte è fatta dalle personalità e le personalità non sono l’anima, non sono l’essenza.
Iniziamo a guardarli con occhi diversi, non come gli esclusi, come quelli che hanno sbagliato quelli che hanno rovinato tutto, ma come quelli che hanno portato un peso.
Hanno avuto qualcosa di difficile da lavorare per motivi karmici, magari hanno lavorato un po’ anche per noi.
Accade una connessione straordinaria, è come se riaccendessimo la luce in questo albero genealogico, che a volte viene tenuta spenta e quando quella luce si riaccende dentro di noi, guardando con amore, si riaccende anche per loro.
Questo senso di unione è bellissimo e l’amore per la famiglia diventa qualcosa di più vasto, può diventare veramente universale, è qualcosa che ci abbraccia e ci permette di abbracciare qualcosa di molto più grande.
Se non riusciamo a riconnetterci alle nostre origini, al nostro sangue, come possiamo diventare un’umanità più bella, un’umanità che si ama nella diversità?
Più onoriamo gli antenati più avremo radici forti.
La radice ti fa sentire che hai un tuo posto nella vita ed è il posto che hai proprio anche perché sei sostenuto da chi viene prima di te, da chi è sempre lì che ti sostiene in qualunque altra forma e con queste radici si vola di più.
Quello che pensiamo è che a volte per volare bisogna non avere radici, invece per volare bisogna proprio riconnettersi alle nostre radici, farci pace e guardarle con orgoglio e con dignità: questo è il mio clan.
Cristina Tarika Di Maggio su YouTube




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