• nene823

Spiriti in un Involucro di carne


Per me è forte il tema della vita passate . . .

e ritengo che chi trova questo strumento di conoscenza come uno degli strumenti più utili, percepisce davvero il corpo come un vestito di carne. . .

importante, perché questo rappresenta comunque il nostro presente, ma significa anche capire che dentro questo corpo bellissimo c’è qualcosa che muove tutto il film e tutta la traiettoria che stiamo seguendo.

Non siamo “Uomini con uno Spirito” ma “Spiriti in un Involucro di carne”.

Ricordarselo anche solo una volta al giorno ti cambia la prospettiva.

Si parla tanto di “Spiritualità” . . se ci si pensa come uomini con dentro un’anima che

primo o poi si sveglierà e ridiscenderà come Spirito Santo dal Cielo . . . addio!

E anche quelli che contattiamo nell’Aldilà sono coloro che hanno lasciato questo

involucro con tre, quattro, sette morti, a seconda dell’insegnamento esoterico, fino a

che tutti i Corpi si liberano e si va in una zona più pulita e poi si riscende . . nuovo giro!

Questo per chi crede nella reincarnazione;

per chi non ci crede magari è l’inconscio . . .

il mio Maestro di pasta-lives diceva”magari è come i sogni che fate,

tuttavia questa è una comunicazione che ti fornisce simboli, archetipi, etc. che

comunque ti servono per la tua evoluzione”.

E a prescindere dall’interpretazione che si da alle past-lives, più si parla di queste

cose è meglio è.

Più aiutate coloro che stanno morendo a divenire consapevoli, è meglio è.

Poi, le useranno come vogliono o non le useranno, ma bisogna dirle,

bisogna parlare dell’Aldilà, secondo la propria visione, ma comunque farlo.

Perché è come offrire al morente una piccola “bussolina” che lo aiuta ad orientarsi:

saprà che va di là e sarà consapevole del fatto che ci sono territori da esplorare. Che

sono stati variamenti descritti da tutte le canalizzazioni fatte nel passato.

Inoltre, a chi sta per morire, gli va detto che sta morendo, altrimenti rimangono

rintronati per anni (come molte delle entità che ho canalizzato), poiché non si sono

preparati a morire. E questo è dolorosissimo, e necessita di un lavoro lunghissimo

di ”riabilitazione nell’Aldilà” per aiutarli ad andare avanti.

Tarika Di Maggio

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