• nene823

Se queste due connessioni (la Celeste e la Terrestre) non sono attivate, non si va da nessuna parte.


Consapevolezza: il primo esercizio; sempre.

Quindi, innanzi tutto, imparare a dire “in questo luogo silenzioso dove mi trovo, ci sono io”; c’è il mio “essere interiore”.

E per fare questo, c’è bisogno di pacificare moltissimo

. . . svuotare

. . . pulire

. . . ecco perché chi vuole lavorare con le Energie Sottili ha l’obbligo di meditate e pregare quotidianamente. Non importa quanto a lungo: importa farlo tutti, tutti, tutti i giorni.

Solo questi due strumenti ci permettono di pulire il canale interiore (la meditazione), aiutando la “centratura”, e di connetterci (la preghiera) ad una Sorgente di Luce che intanto ti aggancia già a qualcosa che ti può “nutrire”.

Oggi, aggiungerò a ques ti due elementi il “grounding”, ovvero la connessione con Madre Terra.

Abbiamo due “ganci” potentissimi, sottoterra e sopraterra; nel mezzo, ci siamo noi, esseri umani.

Se queste due connessioni (la Celeste e la Terrestre) non sono attivate, non si va da nessuna parte.

Già da qui, da questa nostra “centratura” tra le due dimensioni, possiamo agire da uno spazio protetto ed interagire con tutto ciò che accade fuori di noi, anche le cose più terribili. Se io sono totalmente

ancorato alla Terra, connesso al Cielo, e centrata dentro di me . . . può arrivare chi gli pare, io sono e rimango protetta (Vita, Veicolo e Corpo).

Il “grounding” è fondamentale: quando mi connetto alla forza vitale di Madre Terra, divento un “piccolo samurai”. Se poi mi aggancio alla connessione di Padre/Madre Cielo, Madre Luna, Universo, Uno, o chi più piace a voi, sono davvero qualcosa di pressoché inespugnabile.

Tarika Di Maggio

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