• nene823

Incorporare e basta non serve a niente. Bisogna sapere cosa fare per aiutare l’Entità


Spesso, le Entità vengono per essere viste ed udite, e altrettanto spesso le problematiche inerenti alla loro morte, non risolta, sono le più sentite.

Bisogna stare attenti a sentire senza prenderli su di sè, cioè evitare di permettere

loro di trasferirci le loro sensazioni fisiche (se, ad esempio, l’Entità in vita è morta di infarto, sperimentare le sensazioni dell’infarto su di noi), perché ci fa male fisicamente. Questo, lo si risolve decidendo che tipo di Medianità vogliamo sviluppare: se si decide che sia la “Visione”, permettiamo loro solo di “farci vedere”.

Oppure, se decido che sia quella “Uditiva”, decido che voglio praticare ascoltando la loro storia, incorporandoli e lasciandoli andare, ogni singola volta.

Decidendo che tipo di medianità vuoi sviluppare, quando incorpori l’Entità non sarà più “una risonanza sul tuo corpo fisico”, ma semplicemente entra dentro di te, qualcuno dall’esterno, nel frattempo, la vedrà e le parlerà (ecco perché non bisogna MAI FARE QUESTA PRATICA DA SOLI), lei si libererà del suo peso ed uscirà. Far provare al Medium il disagio fisico della morte subita dall’Entità non è per lei (Entità) una liberazione se non c’è davanti qualcun altromedium che è capace di guidarla. In altre parole, incorporare e basta non serve a niente. Bisogna sapere cosa fare per aiutare l’Entità, e ci vuole un Medium all’esterno che la vede, le parla e l’aiuta a liberarsi dei suoi pesi. Questo fa capire ancora meglio come ciascun Medium deve sviluppare il suo specifico talento (vi sivo, uditivi, scrivente, etc.) perché è questo che alle Entità, poi, serve, affinché possano essere aiutate.

Tarika Di Maggio

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