di Gabriele Sannino

Secondo molti medium, contattisti, sciamani e spiritualisti, noi siamo esseri spirituali che compiono diverse esperienze nella materia, in quella cioè che viene definita la terza dimensione.

Programmiamo questa vita, la svolgiamo per un po’, si spera al meglio… e poi torniamo a casa, in una dimensione che è molto più sottile di questa. Siamo insomma delle anime in missione, dei soldati che indossano una mimetica per sopravvivere, sia fisicamente che emotivamente, in un mondo fatto di positività ma anche di tanta negatività, purtroppo.

Il nostro compito qui sulla Terra, quello di tutte le anime, è semplicemente l’evoluzione: ciò significa, paradossalmente, riconoscerci per ciò che già siamo in fondo, e cioè esseri dediti all’amore, anime pure e perfette, aspetti che dobbiamo per forza di cose dimenticare quando siamo da quest’altra parte, pena la non riuscita dell’esperienza.

Riconoscere se stessi, porta tutto l’amore che siamo in questa dimensione, cosa che rende la vita terrena un vero e proprio paradiso, proprio come dovrebbe essere. Purtroppo la materia e le sue distrazioni – il denaro che ci schiavizza e che è creato dal nulla, il potere effimero e sempre temporaneo, l’attaccamento a un corpo che è comunque destinato a invecchiare, nonché un ego ipertrofico che ci fa vedere solo noi stessi e paradossalmente perderci – ci ostacolano in questo gioco evolutivo.

 

La mente, insomma, continua a mentire e distrarre, è il suo lavoro, e la sfida sta tutta qui, dato che altrimenti non ci sarebbe alcuna crescita senza esperienza. Il mondo che vediamo quindi è davvero il nostro specchio: esso riflette esattamente la nostra consapevolezza, il nostro grado di maturità e coscienza. Se il mondo oggi è corrotto, sporco, individualista, egoista, volgare, è perché la società nel suo complesso lo è, e quando cambieremo esso cambierà allo stesso modo.

Si dirà che al mondo esistono tante brave persone – alcune molto coscienziose ed evolute – e infatti esistono moltissime realtà: purtroppo, però, siamo ancora inglobati in un sistema marcio e abbastanza primitivo, e ciò perché buona parte dell’umanità – diciamocela tutta – è ancora abbastanza “bambina”.

 

 

I mistici lo affermano da sempre: “cambia te stesso e cambierai il mondo”, se non altro sarai un esempio per i tuoi simili. L’unico modo di trasformare questa vita quindi, così come quella degli altri, è vivere ogni giorno con più anima: bisogna iniziare a vivere la quotidianità con il cuore anziché con la testa, dato che quest’ultima è solo una calcolatrice di paure immersa in questa matrix.

Oggi l’umanità, per illudersi di vivere meglio, fa l’esatto opposto, ovvero soppianta il cuore e vive solo con la testa: così facendo però si condanna all’infelicità. Vivere nella mente, infatti, significa vivere freddamente e in modo distaccato tutta la nostra vita e la realtà che ci circonda, cosa che ci allontana proprio da ciò che siamo all’origine.

Consacrare la vita all’anima, dunque, significa accettarsi e non rifiutarsi più, significa connettersi alla nostra vera fonte, all’ordine divino al quale apparteniamo, ma purtroppo alcuni di noi non vogliono crederci, e si ostinano a credere solo a quello che vedono, come se la nostra vista – che è già limitata, per esempio, rispetto a quella di un gatto – potesse permetterci di vedere e capire tutto.

Esistono molte realtà oltre a quella che si vede: le dimensioni dell’Universo, del resto, sono tantissime. La felicità e la saggezza, in sostanza, provengono dall’anima, non dal cervello: vivere con maggiore anima, dunque, significa sforzarsi ogni giorno di far scemare la propria negatività, dato che quello che stiamo facendo – le esperienze che stiamo compiendo – sono solo una piccola parte di noi, che in fondo sta recitando un copione proprio per imparare a crescere.

Vivere con anima significa anche essere gioiosi nel profondo e non prendersi mai sul serio, perché in questa missione, in questa vita, niente è per sempre, neanche la vita stessa. Ma non solo, significa porsi degli obiettivi, diventare più decisi, saper dire anche di no ed essere riconoscenti per quello che si ha a prescindere; significa prendersi cura di sé e di chi ci sta intorno, dato che siamo tutti un’unica energia che prende forme diverse in questo livello dimensionale.

Un bellissimo proverbio Cherokee recita: “Alla nascita hai pianto e il mondo ha gioito. Vivi la tua vita in modo che quando morirai il mondo pianga e tu possa gioire”.

Articolo di Gabriele Sannino

 

Fonte: https://gabrielesannino.it/2018/03/26/lunica-soluzione-e-vivere-con-piu-anima/