La tradizione storica dell’Alchimia per la ricerca della Pietra Filosofale, tramanda un considerevole numero di appartenenti maschili, mentre dell’altra metà dell’universo rappresentato dalle donne interessate all’argomento, si sa veramente poco. Gli addetti ai lavori sanno invece che sono esistite anche donne alchimiste e grandi Iniziate. Fino all’avvento di questa nuova Era, denominata dell’Acquario, che come tutti sanno è l’undicesimo segno astrologico dello Zodiaco, l’Universo femminile è stato confinato nel “limbo” a causa di eventi storici e religiosi che hanno preteso giudicare le donne quali mezzo della trasmissione del Peccato Originale e conseguentemente strumenti del Diavolo per condurre il Mondo verso la perdizione.Il Peccato. Duemila anni di potere religioso hanno dominato le nostre esistenze, proprio attorno a questa parola. Come per la grande maggioranza in lingua italiana discende dal verbo latino “Peccare” – Peccus, cioè “difettoso nel piede” (come Mancus “difettoso nella mano”). La nozione del peccato nasce dall’errore di orientamento e dalle sue conseguenze nel percorrere piste e sentieri della foresta primitiva. Per cui chi fatalmente difettava con i piedi, sui tracciati della sopravvivenza, rischiava gravi effetti per sé e la comunità che dai suoi “passi” dipendeva.
Inoltre, i conseguenti castighi, se commesso un peccato, hanno fatto sì che l’umanità vivesse una condizione di subordinazione nei confronti delle classi che detenevano il potere, soprattutto quelle sacerdotali, generando la paura. La parola deriva da “pavere” – aver paura – che corrisponde a “pavire”, cioè BATTERE Il TERRENO PER LIVELLARLO”; va da sé che AVER PAURA è la conseguenza dell’ESSERE BATTUTI.
E poiché il peccato era rappresentato, come abbiamo detto dalle donne, questa paura si rafforzò anche nei loro confronti e soprattutto, istintivamente, verso il loro Ciclo Mensile.

L’inizio della precedente Era dei Pesci ha visto l’interdizione, da parte della classe sacerdotale maschile, della donna nelle funzioni sacre; così per duemila anni la Tradizione Alchemica femminile è rimasta nell’ombra in attesa di tempi maturi, che con l’inizio di questa Nuova Era, si sono concretizzati e stanno determinando il risveglio dell’energia femminile.

L’uomo e la donna sono differenti e questa differenza non è tanto nei due fisici, come si potrebbe pensare, perché entrambi sono complementari; pensate infatti, di vedere due corpi nudi di uomo e donna posti l’uno di fronte all’altra e noterete come ad ogni rientranza dell’uno corrisponde una sporgenza dell’altra e viceversa, quanto nella diversità fra le due Energie che li caratterizzano. Nel percorso alchemico, ambedue devono essere impiegate per la fabbricazione della Pietra Filosofale per giungere all’Androginia o alla realizzazione della Vergine.

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Mi piace pensare che il significato di questa parola sia dato dalla composizione di due termini: VIR che in latino significa UOMO e GYNE’ che in greco vuol dire DONNA; va da sé che, accettando questa ipotesi, realizzare la VERGINE, è giungere all’Androginia.
Ovviamente il concetto vale sia per l’Uomo che per la Donna, perché la sfera interiore è opposta a quella fisica: infatti l’Uomo è fisicamente maschile e interiormente femminile e lunare, mentre, viceversa, la Donna è fisicamente femminile, ma interiormente maschile e solare. Entrambi infatti, portano l’eredità genetica dei due genitori: nell’Uomo è presente l’energia femminile trasmessa dalla madre; la Donna è, altresì, portatrice dell’energia maschile datale dal padre.
Il cammino iniziatico sulla Via dell’Alchimia, che ho intrapreso una decina di anni fa, mi ha donato la possibilità di ricercare, dentro me stessa, la mia parte maschile e seguendo gli insegnamenti, che mi ha trasmesso il Maestro Kuthuma al quale andranno sempre il mio affetto e la mia gratitudine, ho avuto l’ opportunità di comprendere l’importanza del SACRO POTERE FEMMINILE.
La parola SACRO reca la radice etimologica SAK , che vuol dire CIO’ DA CUI SI DEVE STARE LONTANI (perché SACRO); sta di fatto che avvicinarsi al SACRO, determina una condizione che porta con sé l’accettazione delle responsabilità che ne derivano e la volontà di sostenere a buon fine quanto iniziato, ritualizzandone il processo.
Stare “lontani” da ciò che considerato SACRO, significa che non a tutti è data la possibilità di accostarsi a detta condizione se non in grado di agire con il dovuto rispetto e la necessaria serietà, affinché la sacralità entri a far parte, anche, delle piccole cose di tutti i giorni. Tutto questo specifica allora una ritualità ed una ritmicità che fanno sì che il SACRO sia parte integrante della vita quotidiana, migliorandone la qualità stessa.
Imparare a “sacralizzare” ogni azione, anche quelle per le quali non si presta più attenzione, perché entrate ormai nella routine dell’abitudine, vuol dire ricominciare ad apprezzare sé stessi, i propri pensieri, gesti, parole e creazioni.

In questi anni di lavoro interiore su me stessa, mi sono chiesta più volte qual’è la connessione tra il Pensiero, come Idea e la Creazione; la mia opinione è basata sul fatto che l’Idea (dal suo etimo greco Idéa = “aspetto, forma, apparenza”, deriva a sua volta da Idein = “vedere”), è il progetto della mente umana.
Ogni qualvolta un uomo pensa, dal suo pensiero scaturiscono le idee. Il pensiero a sua volta nasce dall’immaginazione; senza di questa non sarebbe possibile nessun pensiero e senza pensieri non avrebbero ragione di esistere le idee. Allora ne deduco che se mancasse l’immaginazione, non ci sarebbero nemmeno le idee.

Ma cos’è l’immaginazione?
Il suo significato la fa derivare dal latino Imago, nella quale è contenuta la parola “MAGO”: il mago, esotericamente, è colui che plasma la materia attraverso il Fuoco e che quindi usa la sua immaginazione per formulare quei pensieri che lo portano ad avere delle idee, che a loro volta, riprenderanno forma nella materia.
L’immaginazione, nasce dallo Spirito e sua diretta “figlia” è l’intuizione che, diciamo così, viaggia a certe lunghezze d’onda.
L’iniziato o iniziata, sintonizzati sulle medesime, hanno la capacità di captarla e quindi, formulando i loro pensieri, danno vita all’Idea.
La mente umana può essere paragonata ad un grande utero nel quale fluttuano e si generano le idee. Queste, affinché possano compiere la loro nascita, hanno bisogno delle emozioni le quali possiedono una certa forza.
In termini più specifici, posso dire che il PENSIERO, l’EMOZIONE e la FORZA, sono i tre “motori” necessari a far nascere le idee ed il loro susseguente sviluppo nella materia e che rappresentano, le CREAZIONI dell’Iniziato e Mago.
Le sedi di questi motori o Fuochi, sono la MENTE (Philos), il CUORE (Agape), ed il SESSO (Heros). Accedere e accendere queste energie, pone l’Iniziato in condizione di sintonizzarsi sulla stessa onda di frequenza delle intuizioni, che una volta captate, danno il modo alle idee di prendere forma nello spazio che le circonda.

L’iniziato uomo o donna che sia, che opera con sacralità, ottiene il POTERE; la parola dal latino “Potere” che a sua volta discende da PETERE (CHIEDERE), significa INDIRIZZARE, DIRIGERE.
Allora, la frase: “CHIEDI E TI SARA’ DATO”come ci tramandano i Vangeli, dimostra che il percorso di una Via Sacra, dà l’opportunità di riconoscere in sé stessi la valenza delle proprie possibilità e quello che si chiede ci viene concesso. Ulteriore compito è poi quello di saper indirizzare e dirigere quanto ottenuto, per poterlo usare in condizioni di giustizia. L’iniziato è consapevole che il POTERE, ritrovato in sé stesso, è soggetto a regole e dettami precisi ai quali non può esimersi dal rispettare, pena il fallimento della sua Opera.

E’ a questo proposito che poc’anzi parlavo di accettazione delle responsabilità derivanti da un percorso spirituale, soprattutto come quello della Via Alchemica.

Ricapitolando, ho parlato di Energia femminile e di Sacro Potere due sinonimi per un’unica definizione: ciclo mensile.

 Il ciclo mensile rappresenta per la donna iniziata, ciò che per la fata delle favole, è la bacchetta magica, lo strumento necessario per creare e dare forma ai suoi pensieri, alle sue idee, ai suoi desideri.
Vorrei soffermarmi un momento per spiegare un po’ il significato di queste due parole. Dicendo “ciclo”, immediatamente si pensa al cerchio, al tondo, comunque alla sfericità e questa è la forma geometrica che meglio esprime la perfezione e l’eternità, perché tracciandolo non si ha alcuna percezione di inizio e di fine. Inoltre, come ciascuna sa, il ciclo mensile è strettamente legato alle fasi lunari (si suol chiamare anche lunazione proprio a causa della sua durata, mediamente di 28 giorni), che grande importanza avevano in passato, per chi coltivando la terra, rispettava ancora le leggi della Natura.
L’esperienza del ciclo mensile e la sua corrispondenza con quello lunare ha suggerito il primo concetto di misurazione del tempo e dall’inizio dell’umanità, lo stesso rapporto tra il corpo e con ciò che lo circonda, è stato usato come principale unità di misura. Come per esempio, la lunghezza del piede e quella del passo divennero unità di misura per chiarire la nozione di distanza. Da questi concetti di sequenza e misura in seguito si è sviluppata la divisione del tempo dando origine a orologi e calendari (“Luna Rossa” – Miranda Gray).
La Luna, questo cosiddetto satellite dell’astro splendente dal quale dipende la vita di questo nostro pianeta, il Sole, deve la sua brillantezza al riflesso che i raggi solari determinano, colpendola quando questa viene a trovarsi tra
il Sole e la Terra, cioè nel momento della giornata in cui piomba l’oscurità della notte, perché la Stella non è più visibile dalla parte dell’emisfero interessato.
La stessa parola Luna, il cui significato è “LA LUCENTE”, ha la sua radice in LEUK che vuol dire “LUCE RIFLESSA”, come la Luna, appunto.

E’ interessante inoltre, notare che nell’antichità, quando si celebravano Riti nei Boschi Sacri, questi venivano chiamati LUCUS, e stavano ad indicare la “MACCHIA (BUSCUS=BOSCO) CHIARA” (nella Foresta), cioè la radura nella quale venivano celebrati tali Riti che molto spesso si svolgevano durante le ore notturne in presenza o meno della luna.
Va da sé che rapportando tutto al corpo umano, possiamo ritrovare nel fisico femminile il Bosco Sacro, ovvero la foresta, e il Lucus o Macchia dove celebrare i Riti.
La “foresta”, il cui significato è “fuori”, indica infatti la soglia verso l’esterno e la “macchia” è il luogo sacro dove riflettere sé stessi: i sette giorni clou del ciclo femminile sono proprio il momento “magico” per eccellenza, per riflettere, avere intuizioni, per comprendere ed agire.
La sincronia del ciclo della donna con quello lunare riflette altresì il legame della stessa con il divino e l’organo sessuale femminile rappresenta il passaggio per la comunicazione tra l’immanifesto e il manifestato.
Attraverso il suo ciclo, il mistero della vita è dentro il corpo della donna che è dunque in grado di generare e assicurare la progenie. Portando l’immanifesto nel mondo della creazione, ogni donna ha in sè i poteri creativi che sorreggono l’universo (“Luna Rossa” – Miranda Gray).

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L’organo nel quale si genera il Ciclo è l’utero la cui radice UT (dove), alternata con WET (in inglese = bagnato, umido), è la “Terra” calda, umida e oscura dove si sviluppa e germoglia il seme. Per vedere la Luce e risvegliarsi in essa, bisogna guardare nella propria oscurità e comprenderne i suoi poteri. Tutto ciò che è vivo, si genera, sviluppa e cresce nell’oscurità, dall’oscurità, verso la Luce.
L’utero è rappresentato in molti miti come un vaso magico; nelle leggende del Graal aveva la forma di calice servito a raccogliere il sangue del Cristo (l’UNTO) morente sulla croce, la ricerca del quale impegnava il cavaliere senza Macchia (perché privo di ciclo lunare) e senza Paura (perché in grado di sfidare le avversità poste dal dogma), quale fonte di vita e di morte; ottenerlo dava la morte a questo mondo per rinascere nello Spirito.
Quindi un coraggioso. Ecco un’altra dote, una qualità che gli iniziati devono conquistare per uscire vincitori dalle loro battaglie interiori con sé stessi e per sé stessi. La trasmutazione dei vizi, ORGOGLIO, PIGRIZIA,INVIDIA, IRA, LUSSURIA, GOLA, AVARIZIA, nelle rispettive virtù, FEDE, FORZA, CARITA’, SPERANZA, GIUSTIZIA, TEMPERANZA, PRUDENZA, è una delle prove più difficili che si è chiamati a risolvere per ricevere in premio l’appellativo di Eroi, cioè “Figli di Era”, intesa come Madre Terra.

cuore
Etimologicamente, la parola coraggio, contiene in sé il termine “COR- CORDIS”, che in latino vuol dire CUORE e poiché l’organo che è il quartier generale del coraggio è il fegato, esiste una stretta connessione fisica tra i due organi.
Sappiamo che il cuore è una pompa che grazie alle sue pulsazioni è in grado di veicolare il sangue nei polmoni per portare da lì l’ossigeno nel resto del corpo. Durante questo percorso però, all’interno del fisico, il sangue restituisce l’ossigeno, ma si riempie di scorie e di tossine. E qui entra in gioco l’importanza del lavoro del fegato che è il filtro che restituisce la purezza al sangue, proprio come un colpo di spugna che assorbe impurità e sporco.
Si noti come il termine PURO (lat. PURUS), contiene la radice PEWE alternata con PU, che significa “PURIFICARE”. Il tema PU-R , cioè “Purificatore”, ha generato la parola che definisce il FUOCO come il purificatore per eccellenza, vale a dire PYR . Dunque il nostro fegato agisce esattamente come il fuoco.
A questo punto il sangue è in grado continuare il suo percorso ciclico e perciò eterno, almeno fino al sopraggiungere della morte, quale passaggio da una condizione spirituale densa ad una più sottile. Non faccio distinzione tra Materia e Spirito, perché il mio lavoro alchemico mi ha insegnato che non c’è distacco fra i due concetti, in quanto la Materia è Spirito più spesso, mentre lo Spirito è Materia più sottile.
Perciò, il fegato è il trasmutatore, è il ” sacrificatore”(da notare che il termine composto da Sacro e ficatore, contiene la parola FICO, dal quale deriva FEGATO). Come il fegato, anche l’alchimista opera il “SACRIFICIO”, cioè il SACRO UFFICIO: L’OPERA SACRA, della trasmutazione dei suoi “metalli”, ossia di quei vizi in quelle virtù, a cui ho fatto riferimento poc’anzi. Ecco il motivo per cui ogni impresa iniziata eroicamente, viene definita coraggiosa.
Il mito di Prometeo che rubò il “FUOCO SACRO” agli Dei e che per questo fu punito e condannato, ne è l’espressione simbolica. Legato in cima ad una montagna, subiva eternamente il supplizio di un’aquila che veniva a mangiare il suo fegato che quotidianamente si rigenerava.

Tornando alla Luna, è importante anche comprendere che l’influenza di questo satellite sulla Terra, è determinata dal magnetismo che si sviluppa e che interessa da vicino il pianeta, perché produce sulle acque il fenomeno delle maree.
Anche il corpo dell’uomo è composto come sappiamo, per la maggior parte di liquidi e nella donna parte di questi subiscono variazioni di rilievo a causa della Luna che nel ciclo di un mese e per la durata di circa sette giorni, influenza e caratterizza buona parte della sua esistenza.
A questo proposito vorrei aggiungere che l’insegnamento che ho seguito mi ha fatto comprendere che le Emozioni sono rappresentate dai liquidi e dagli umori contenuti nel corpo umano, che sono il veicolo di trasmissione della memoria genetica che caratterizza ogni essere. Nostro compito è quello di attraversare questo “Mare” interiore, vivendole e non farci vivere da loro. Inoltre, tutte le emozioni costituiscono l’Anima (composta allora di fluidi) che, contrariamente a quanto insegnano le religioni, è mortale e si estingue al momento del decesso.
Ogni donna dovrebbe ricominciare a prendere possesso della potenzialità che in sé stessa racchiude, soprattutto durante la sua manifestazione, per capire l’importanza del prezioso tesoro che si evidenzia in lei e che non deve essere sprecato.
Sarebbe auspicabile insegnare a tutte le bambine che stanno per diventare donne, che il MENARCA, il primo segno del ciclo, è la loro Prima Iniziazione alla vita consapevole, quale passaggio dallo stato infantile verso la maturità dell’adulta, invece di portare l’attenzione solo sul fattore fisiologico e sul dolore provocato al suo verificarsi. Questo termine infatti, composto da MEN – radice della parola latina MENSURA, che nella sua totalità esprime “SAGGEZZA” e ARKHE’ che in greco significa “PRINCIPIO”, sta ad indicare il punto di partenza verso la Saggezza.
La stessa parola MENSILE, da mese, ha la medesima derivazione da MEN: la saggezza alla quale attingere ad ogni lunazione.

tuttelelune
Ora vorrei porre l’attenzione, sul fatto che la creazione di un essere umano, è una scelta determinata dalla possibilità o meno che l’ovulo femminile venga fecondato dallo spermatozoo.
La fecondazione è la condizione regolare e lo scopo ultimo della particella ovulo. Ma se non si verifica detta condizione, si genera il ciclo mensile: un evento “straordinario” che possiedono le donne. Perché? Mi sono chiesta per quale motivo si genera proprio un flusso di sangue se non avviene la fecondazione. La sua spiegazione fisiologica proviene, come si sa, dallo sfaldamento delle pareti uterine , insieme alla degenerazione dell’ovulo non fecondato.
La produzione del sangue, mancando la fecondazione dell’ovulo, permette al sacro calice di purificarsi, pulirsi e irrorandosi, trae il nutrimento necessario.

Come tutti i fluidi che sono il mezzo di trasmissione degli elementi in essi contenuti, si pensi all’acqua di un torrente che trasporta durante il suo percorso ogni sorta di materiali organici e non, sali minerali, infinitesime forme di vita, ecc, anche il sangue reca con sé quella parte nutritiva necessaria al corpo per mantenersi sano. Quello che sgorga, poi dal Calice, ha una specifica missione da compiere: dall’interno della Coppa, manifesta all’esterno, ciò che deve rendersi palese: la Creazione del Corpo di Gloria, del Cristo Rivelato.
Inoltre, lo “zolfo alchemico” viene così chiamato perché le acque sulfuriche, che contengono zolfo, con quell’odore caratteristico, ricordano quello delle uova marce? L’ovulo non fecondato ed in decomposizione, quindi, ha lo stesso odore?
Certo è che la connessione ispirerebbe delle risposte affermative a questi quesiti! Sta di fatto che la morte dell’ovulo genera una fonte vivificatrice ed il processo ci ricorda il mito dell'”ARABA FENICE”. Questo meraviglioso uccello aveva la capacità, dopo la morte, di subire un’autocombustione per rinascere dalle sue proprie ceneri.
Imparare a rispettare, sacralizzare, usare il corallino fluido, dà la possibilità all’iniziata, di diventare REALMENTE DONNA e cioè colei che ha compreso il duplice significato della parola REALE, che configura la regalità e, allo stesso tempo, ciò che si esprime nella realtà.
Concludendo, posso dire che la stesura di questo testo mi ha impegnato quasi come un parto. Il travaglio iniziale per trovare la spinta che mi permettesse di chiarire quei concetti che nell’espressione a parole, ricreassero le sensazioni e le percezioni vissute negli anni di lavoro ermetico. Poi, finalmente, la visione totale dello scopo per il quale mi sono sentita in dovere di esporre quanto redatto in queste pagine: trasmettere a tutte coloro le quali sentono dentro di sé, che deve esserci qualcosa che va più in là e che trasformi l’esistenza in vera vita, che la necessità primaria di procreare, non significa soltanto dare alla luce degli esseri umani, che già di per sé è un compito estremamente meraviglioso, che sappiamo peraltro fare tutte, quanto impegnare sé stesse per rigenerarsi e comprendere l’importanza di definirsi donna e di riuscire ad esserlo in tutta la sua totalità.

NEFER ISIS
Kuthuma di RKS
 
Fonte: https://www.visionealchemica.com/il-sacro-potere-femminile/?fbclid=IwAR3OYas3p86V8qkQgzn8Wj1h7ND2a6OHt9cF8BAMeIqVx-2_Yv2BJKm8i8o